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lunedì 29 novembre 2010

"Chi le paga?": è tempo di capire chi sta mentendo


di Sergio Talamo
 Il Corsivo pubblicato, oggi, lunedì 29 novembre 2010, su Ffweb Magazine.
"Chi le paga?". La domanda che pone Silvio Berlusconi è molto seria. Non c'entra più il gossip: è una formidabile domanda politica. Dopo che avremo dato una risposta, nulla sarà più come prima.
Intanto, è una novità assoluta. Il premier, di colpo, smette di rivendicare la sfrenatezza sessuale come una sua legittima facoltà. Smette di scandalizzarsi dello scandalo altrui. Smette di porre una questione di libertà non infondata, "ciò che faccio a casa mia è affare mio". Di colpo, afferma che sono tutte falsità, e che qualcuno paga le ragazze per dirle. Siamo arrivati al bivio decisivo.
Perché se le varie Patrizie, Ruby e Nadie le paga qualcuno che non sia il Cavaliere, questo qualcuno è paragonabile a un golpista, cioè uno che usa mezzi fraudolenti per sovvertire l'ordine democratico. Il presidente è troppo buono: dice "mi domando chi le paghi" come se parlasse di un qualsiasi mestatore contaballe. Ma il misterioso pagatore è molto di più. Va scoperto e arrestato, perché per colpa di costui l'Italia sta sprofondando nel fango e nel discredito. Il discredito della sola stampa di sinistra? No, dell'opinione pubblica internazionale, stretta parente della speculazione; quel mostro che magari per anni se ne sta in disparte e poi a un certo punto decide che uno Stato non è più affidabile. Che deve fallire.
Tocca scoprirlo a ogni costo, questo misterioso pagatore. Perché, se si appurasse che non esiste, allora vuol dire che a pagare Patrizia & C. è proprio il Presidente del Consiglio dei ministri. E allora tutto cambia. Allora è lui che sta mettendo a rischio la credibilità del suo paese. Allora è lui che attenta al futuro di tutti per il vizio di mescolare i suoi fatti privati con la vita pubblica. Allora vuol dire che i giornali e i siti non hanno preso lucciole per lanterne. E se uno mente sulle donne che compra, potrebbe mentire anche su affari e gasdotti contrattati all'ombra di inspiegabili sodalizi politici.
Non si può chiedere che un Parlamento ti voti la fiducia, e addirittura che un paese intero vada al voto, prima di aver saputo con chiarezza chi paga chi. Fino a ieri, il libertinaggio non era reato ma semmai solo eccesso e inopportunità. Oggi che la tesi diventa "mentono, e qualcuno le paga", oggi che le feste di casa Berlusconi sono difese come "cene dove tutto avviene in modo corretto, dignitoso ed elegante", oggi non c'è più democrazia senza capire chi sta mentendo. Senza liberare il paese da chi sta mentendo.

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