Enrico Flavio Giangreco
Cultura, Economia, Management e Politica.
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mercoledì 22 marzo 2023
Investitore consapevole si può diventare
giovedì 12 gennaio 2023
Un libro delizioso, quello di Nicola Porro sulle idee liberali di Antonio Martino
di Enrico Flavio Giangreco
Nicola Porro, scrivendo il suo libro intitolato Il Padreterno è Liberale, edito da Piemme, sceglie di dedicare una sorta di zibaldone all'analisi delle idee liberali di Antonio Martino che hanno rappresentato in questo strano Paese, da sempre succube di una serie di statalismi capaci di proporre soltanto spesa pubblica e consociativismo, un'anomalia culturale e una scelta politica assolutamente di minoranza. Il giornalista nato a Roma da genitori pugliesi, in modo molto chiaro, come gli accade di fare dalle colonne del quotidiano per il quale scrive, nel programma televisivo che conduce e nei suoi interventi giornalieri online della Zuppa di Porro, propone un'analisi puntuale del liberalismo, arrivando non a caso a identificare il paradosso che neanche il partito liberale, in Italia, sia stato veramente liberale. Porro, prendendo le mosse dalla valutazione delle idee del suo grande maestro, realizza una riflessione sui liberali italiani e sul loro ruolo nella storia di questo Paese. L'autore ci regala una narrazione veramente spassionata, divertente, acuta, irriverente sui principi della cultura liberale, sui contributi dati dalla stessa allo sviluppo della nostra comunità nazionale. E' indubbio che siano considerati luoghi comuni e supposti miti che sono oggetto di una analisi arguta e controcorrente. Sono, inoltre, numerosi gli aneddoti ed i retroscena molto personali proposti su Berlusconi, su Montanelli e sulle figure di vertice della tradizione liberale italiana. Porro si concentra sulle ragioni per le quali l'idea liberale, così romantica, sia orientata ad esaltare le virtù dell'essere umano e sia così tanto sfruttata, ma così poco amata e così poco profondamente seguita. Nicola Porro, fra le altre, scrive qualcosa che ci dice tutto del Prof. Antonio Martino e della sua scelta di scrivere un libro sulle idee dell'accademico e politico siciliano: "L'ultima volta che lo vidi era a casa sua sulla Cassia, sulla poltrona che era di suo nonno e poi di suo padre: avevamo intenzione di fare un libro intervista insieme. Stemmo insieme qualche ora. Poche settimane dopo, senza che nessuno potesse immaginarlo, è mancato". Le 199 pagine di questo libro, che sono, comunque, derivate da quell'interessante idea editoriale, meritano di essere lette per la capacità dell'autore di raccontare, in un modo assolutamente attraente e ricco di stimoli all'esercizio della ragion critica, una bella storia di studio e di libertà di pensiero. Il plus, d'altronde, è l'affetto umano che traspare, fra le righe delle pagine, insieme alla capacità di sorridere ironicamente rispetto alla realtà davanti ai nostri occhi. A parere di chi scrive, lo stesso sorridere del Professore.
mercoledì 28 dicembre 2022
Andrea De Carlo, lo scrittore italiano che da più di 40 anni racconta gli intrecci dell'amicizia e dell'amore
lunedì 12 dicembre 2022
Gabriele Marconi, con Eden in fiamme, chiude la sua trilogia sul Novecento e continua a "non scordare"
di Enrico Flavio Giangreco
Gabriele Marconi è giornalista e scrittore d'indubbio valore, autore, fra gli altri, del romanzo cult per il mondo della Destra dal titolo Io non scordo e con Eden in fiamme completa la sua trilogia capace di raccontare un Novecento differente che ha preso le mosse da Le stelle danzanti per poi passare a Fino alla tua bellezza. Le pagine del libro di Marconi, edito da Castelvecchi, che andiamo a considerare, vedono protagonisti tre amici romani che scelgono di arruolarsi nella Repubblica sociale italiana dopo l’8 settembre. Un'opzione impegnativa, che al sottoscritto appare difficile e di minoranza, quella dei tre giovani diventati repubblichini che dalla Scuola allievi ufficiali della Guardia Nazionale Repubblicana finiranno per approdare al Reggimento Folgore, fino all’epilogo sul confine orientale, in Venezia Giulia, dove si troveranno ad opporsi al IX Korpus titino per salvare due ragazze italiane. La storia terminerà nella Venezia presa dagli Alleati, degna chiusura di un cerchio che proprio in quelle terre aveva avuto origine. Gli eventi narrati sono datati 1979, con il narratore Giulio, trait d'union con i due romanzi precedenti della trilogia considerata, che racconta le vicende di quegli anni tempestosi post 8 settembre a due giovani ragazzi, tutti presi a loro volta dal tourbillon degli Anni di Piombo. Gabriele Marconi guarda in faccia, senza timori ed orpelli di alcun genere, la “scelta d’amore” fatta da quei ragazzi che, educati nel mito della Patria e del coraggio, identificarono nell’Armistizio con gli angloamericani un tradimento inaccettabile della parola data e scelsero loro malgrado di "andare a cercar la bella morte" nella tragedia fratricida della Guerra Civile, finendo per "scannarsi con altri italiani" ma sognando fino all’ultimo di fare la propria parte in nome della fedeltà alla parola data. Si tratta di scelte che l'autore individua essere dello stesso tipo di quelle alle quali saranno costretti altri ragazzi, quelli degli anni Settanta. Marconi ci regala il completamento di una saga sul Novecento capace di proporre sfumature diverse dalle solite, grazie anche ad un linguaggio diretto, chiaro e veloce. Una bella strenna natalizia.
mercoledì 30 novembre 2022
Qatar 2022, un Mondiale fra petrodollari, rivoluzioni, calcio e tv
di Enrico Flavio Giangreco
Qatar 2022. Un Mistero Mondiale, edito da Lupetti, è un libro scritto da Gianluca Mazzini, vicedirettore di NewsMediaset, che rappresenta un'analisi, sviluppata per tempo, di tutto quello che caratterizza il Campionato Mondiale di calcio attualmente in corso nel territorio dell'emirato che ha per capitale Doha. Un libro scritto benissimo, quello di Mazzini, come sempre accade di verificare per quanto riguarda le opere del giornalista milanese i cui interessi spaziano fra politica estera, cultura e sport. Questa Coppa del Mondo, così atipica perché per la prima volta si gioca d'inverno ed ha imposto uno stop ai Campionati nazionali di football, si collega ad un intreccio fra petrodollari, rivoluzioni, calcio e tv che l'autore del libro riesce a cogliere in tutta la sua interezza. Si tratta, dunque della capacità di svelare tutte le sfumature di un "mistero mondiale", come recita il sottotitolo del libro, a partire da come sia stato possibile che la Fifa abbia optato per l'assegnazione del principale evento calcistico internazionale ad un piccolo paese arabo privo di tradizioni sportive e di strutture adeguate, con l'aggravante di un clima desertico. Mazzini, prendendo le mosse da ciò, non fa sconti e propone uno studio puntuale ed approfondito di una varietà di relazioni complesse fra sport, lotte geopolitiche, terrorismo, riserve energetiche, fondi di investimento, potere dei media televisivi, ruolo di Al Jazeera, rivoluzioni e Jihad, star del calcio e tecnologia, immigrazione ed assenza di democrazia e diritti come noi li conosciamo. Sullo sfondo, appare innegabile la scelta del Qatar di dare legittimità all'operazione di questi Mondiali di calcio che appaiono, d'altronde, essere i più discussi di tutti i tempi. E, non a caso, la decisione di giocare nell'Emirato la Coppa del Mondo, la cui finale si terrà a Doha domenica 18 dicembre, è stata all'origine di uno scandalo mondiale che ha segnato duramente la Fifa, costringendo alle dimissioni il suo storico capo Sepp Blatter, per un'accusa di corruzione, che ha visto il coinvolgimento di Michel Platini, che sembrava destinato ad essere il suo successore, e dell'allora Presidente della Repubblica francese Nikolas Sarkozy. Una storia quella del Mondiale in Qatar che, come la scelta della proprietà qatarina del Psg di stupire il mondo proponendo Neymar che palleggiava sotto la torre Eiffel con la maglia rossoblu del club parigino, ha avuto una motivazione di natura politica: non soltanto interrompere l'isolamento diplomatico dei paesi del Golfo e ridimensionare le critiche sulla democrazia interna, ma anche non far parlare più delle accuse di finanziare il terrorismo islamista. Un bel libro capace di andare oltre le apparenze, quello di Gianluca Mazzini.






