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mercoledì 28 dicembre 2022

Andrea De Carlo, lo scrittore italiano che da più di 40 anni racconta gli intrecci dell'amicizia e dell'amore


di Enrico Flavio Giangreco

Sono più di 40 anni, dal 1981, con Treno di Panna, che Andrea De Carlo, uno degli scrittori italiani più gettonati di sempre, regala a noi lettori storie fatte di una miscellanea di sfumature amorose e di amicizia che ci hanno fatto compagnia ed hanno rappresentato, per molti di noi, parte di un percorso di educazione sentimentale. E, non a caso, anche il romanzo più importante dello scrittore milanese, Due di Due, è la storia di un'amicizia che per determinati versi lo è per altri no. Quelle pagine che, ai tempi, ci hanno rapiti non sono altro che il racconto della relazione fra due persone che dagli anni della scuola finiscono per allontanarsi, quando la vita adulta prende il sopravvento su ogni cosa. Le 381 pagine di questo romanzo, dal titolo Io, Jack e Dio, edito da La Nave di Teseo, ci presentano i due protagonisti, Mila e Jack, che si conoscono fin da ragazzini, quando passavano le estati presso le rispettive nonne a Lungamira, cittadina di mare sulla costa adriatica. Per tanti anni le loro intense frequentazioni si sono alternate ciclicamente a periodi di separazione, sempre nutriti però da una continua e costante corrispondenza tra l’Italia e l’Inghilterra. Capaci di essere fedeli a un patto fatto di sincerità assoluta, Mila e Jack vivono una serie di cambiamenti di luoghi e rapporti, ma sono capaci di coltivare la loro amicizia forte e sentita come una febbre che, tuttavia, sembra fermarsi poco prima del diventare una storia d’amore. Tutto questo fino al momento in cui Jack sparisce nel nulla, per sette lunghi anni. Poi a sorpresa riappare, in una veste inattesa, quella di un frate di un ordine monastico un po' irregolare, quando Mila vive un momento difficile e doloroso della sua esistenza. Fra i due ragazzi diventati adulti, ora, c'è un terzo incomodo molto impegnativo e ingombrante, Dio, che però non impedirà che il rapporto fra Mila e Jack diventi amore, sesso, corpi e anime che si incontrano fino in fondo. Sarà un modo di trovare un equilibrio fatto di squilibri da colmare. Andrea De Carlo ci racconta la vita che, molto spesso, è altra roba da qualcosa di ordinato ed a modino. Lo ringraziamo di esistere.   


lunedì 12 dicembre 2022

Gabriele Marconi, con Eden in fiamme, chiude la sua trilogia sul Novecento e continua a "non scordare"

 

di Enrico Flavio Giangreco

Gabriele Marconi è giornalista e scrittore d'indubbio valore, autore, fra gli altri, del romanzo cult per il mondo della Destra dal titolo Io non scordo e con Eden in fiamme completa la sua trilogia capace di raccontare un Novecento differente che ha preso le mosse da Le stelle danzanti per poi passare a Fino alla tua bellezza. Le pagine del libro di Marconi, edito da Castelvecchi, che andiamo a considerare, vedono protagonisti tre amici romani che scelgono di arruolarsi nella Repubblica sociale italiana dopo l’8 settembre. Un'opzione impegnativa, che al sottoscritto appare difficile e di minoranza, quella dei tre giovani diventati repubblichini che dalla Scuola allievi ufficiali della Guardia Nazionale Repubblicana finiranno per approdare al Reggimento Folgore, fino all’epilogo sul confine orientale, in Venezia Giulia, dove si troveranno ad opporsi al IX Korpus titino per salvare due ragazze italiane. La storia terminerà nella Venezia presa dagli Alleati, degna chiusura di un cerchio che proprio in quelle terre aveva avuto origine. Gli eventi narrati sono datati 1979, con il narratore Giulio, trait d'union con i due romanzi precedenti della trilogia considerata, che racconta le vicende di quegli anni tempestosi post 8 settembre a due giovani ragazzi, tutti presi a loro volta dal tourbillon degli Anni di Piombo. Gabriele Marconi guarda in faccia, senza timori ed orpelli di alcun genere, la “scelta d’amore” fatta da quei ragazzi che, educati nel mito della Patria e del coraggio, identificarono nell’Armistizio con gli angloamericani un tradimento inaccettabile della parola data e scelsero loro malgrado di "andare a cercar la bella morte" nella tragedia fratricida della Guerra Civile, finendo per "scannarsi con altri italiani" ma sognando fino all’ultimo di fare la propria parte in nome della fedeltà alla parola data. Si tratta di scelte che l'autore individua essere dello stesso tipo di quelle alle quali saranno costretti altri ragazzi, quelli degli anni Settanta. Marconi ci regala il completamento di una saga sul Novecento capace di proporre sfumature diverse dalle solite, grazie anche ad un linguaggio diretto, chiaro e veloce. Una bella strenna natalizia.