di Enrico Flavio Giangreco
Sono più di 40 anni, dal 1981, con Treno di Panna, che Andrea De Carlo, uno degli scrittori italiani più gettonati di sempre, regala a noi lettori storie fatte di una miscellanea di sfumature amorose e di amicizia che ci hanno fatto compagnia ed hanno rappresentato, per molti di noi, parte di un percorso di educazione sentimentale. E, non a caso, anche il romanzo più importante dello scrittore milanese, Due di Due, è la storia di un'amicizia che per determinati versi lo è per altri no. Quelle pagine che, ai tempi, ci hanno rapiti non sono altro che il racconto della relazione fra due persone che dagli anni della scuola finiscono per allontanarsi, quando la vita adulta prende il sopravvento su ogni cosa. Le 381 pagine di questo romanzo, dal titolo Io, Jack e Dio, edito da La Nave di Teseo, ci presentano i due protagonisti, Mila e Jack, che si conoscono fin da ragazzini, quando passavano le estati presso le rispettive nonne a Lungamira, cittadina di mare sulla costa adriatica. Per tanti anni le loro intense frequentazioni si sono alternate ciclicamente a periodi di separazione, sempre nutriti però da una continua e costante corrispondenza tra l’Italia e l’Inghilterra. Capaci di essere fedeli a un patto fatto di sincerità assoluta, Mila e Jack vivono una serie di cambiamenti di luoghi e rapporti, ma sono capaci di coltivare la loro amicizia forte e sentita come una febbre che, tuttavia, sembra fermarsi poco prima del diventare una storia d’amore. Tutto questo fino al momento in cui Jack sparisce nel nulla, per sette lunghi anni. Poi a sorpresa riappare, in una veste inattesa, quella di un frate di un ordine monastico un po' irregolare, quando Mila vive un momento difficile e doloroso della sua esistenza. Fra i due ragazzi diventati adulti, ora, c'è un terzo incomodo molto impegnativo e ingombrante, Dio, che però non impedirà che il rapporto fra Mila e Jack diventi amore, sesso, corpi e anime che si incontrano fino in fondo. Sarà un modo di trovare un equilibrio fatto di squilibri da colmare. Andrea De Carlo ci racconta la vita che, molto spesso, è altra roba da qualcosa di ordinato ed a modino. Lo ringraziamo di esistere.

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