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mercoledì 22 marzo 2023

Investitore consapevole si può diventare

di Enrico Flavio Giangreco

In un Paese di ottimi risparmiatori ma di pessimi investitori, avere a disposizione uno strumento operativo che possa consentire al lettore di imparare a gestire meglio i suoi soldi rappresenta un'opportunità meritevole di attenzione. Ciò si può affermare nel caso del libro di Mauro Massironi dal titolo L'Investitore Consapevole, un testo ben scritto, agile e veloce che riesce a proporre una chiave di lettura della finanza in grado di contraddire il luogo comune che consista nel riconoscerla come un argomento noioso ed incomprensibile.
Massironi, forte della sua esperienza prima in qualità di trader, poi, di responsabile dell'ufficio studi in una banca e, infine, di professionista dell'area commerciale nell'ambito della consulenza finanziaria, offre una serie di indicazioni molto pragmatiche in grado di determinare il successo di un piano di investimento finanziario. L'autore sa bene che un Paese come il nostro, ricco di una quantità enorme di risparmio, se fosse capace di investire meglio tutte quelle risorse a disposizione, godrebbe di un'economia molto più florida e comprenderebbe che "far lavorare i soldi" non sia assolutamente un'idea di cattiva qualità. E, d'altronde, per far in modo che ciò possa accadere, è utile conoscere alcuni concetti di base che permettano a qualsiasi persona, appunto, di rapportarsi al risparmio, alla pianificazione e all'attività di investimento nel modo migliore, quello più sereno e consapevole.  
Fra le indicazioni proposte da Mauro Massironi che meritano, tutte, di essere considerate, ce n'è una che viene ripresa anche nella prefazione al libro del prof. Emanuele M. Carluccio che consiste nell'invito rivolto al lettore ad affidarsi non ad un consulente qualunque, ma "a qualcuno che sia in grado di certificare le proprie competenze" riconosciute, per esempio, da un soggetto tecnico indipendente come la European Financial Planning Association. Questo perché anche in finanza, come in altri settori, uno non vale uno. Un libro che invito a leggere, quello di Mauro Massironi.       

giovedì 12 gennaio 2023

Un libro delizioso, quello di Nicola Porro sulle idee liberali di Antonio Martino


di Enrico Flavio Giangreco

Nicola Porro, scrivendo il suo libro intitolato Il Padreterno è Liberale, edito da Piemme, sceglie di dedicare una sorta di zibaldone all'analisi delle idee liberali di Antonio Martino che hanno rappresentato in questo strano Paese, da sempre succube di una serie di statalismi capaci di proporre soltanto spesa pubblica e consociativismo, un'anomalia culturale e una scelta politica assolutamente di minoranza. Il giornalista nato a Roma da genitori pugliesi, in modo molto chiaro, come gli accade di fare dalle colonne del quotidiano per il quale scrive, nel programma televisivo che conduce e nei suoi interventi giornalieri online della Zuppa di Porro, propone un'analisi puntuale del liberalismo, arrivando non a caso a identificare il paradosso che neanche il partito liberale, in Italia, sia stato veramente liberale. Porro, prendendo le mosse dalla valutazione delle idee del suo grande maestro, realizza una riflessione sui liberali italiani e sul loro ruolo nella storia di questo Paese. L'autore ci regala una narrazione veramente spassionata, divertente, acuta, irriverente sui principi della cultura liberale, sui contributi dati dalla stessa allo sviluppo della nostra comunità nazionale. E' indubbio che siano considerati luoghi comuni e supposti miti che sono oggetto di una analisi arguta e controcorrente. Sono, inoltre, numerosi gli aneddoti ed i retroscena molto personali proposti su Berlusconi, su Montanelli e sulle figure di vertice della tradizione liberale italiana. Porro si concentra sulle ragioni per le quali l'idea liberale, così romantica, sia orientata ad esaltare le virtù dell'essere umano e sia così tanto sfruttata, ma così poco amata e così poco profondamente seguita. Nicola Porro, fra le altre, scrive qualcosa che ci dice tutto del Prof. Antonio Martino e della sua scelta di scrivere un libro sulle idee dell'accademico e politico siciliano: "L'ultima volta che lo vidi era a casa sua sulla Cassia, sulla poltrona che era di suo nonno e poi di suo padre: avevamo intenzione di fare un libro intervista insieme. Stemmo insieme qualche ora. Poche settimane dopo, senza che nessuno potesse immaginarlo, è mancato". Le 199 pagine di questo libro, che sono, comunque, derivate da quell'interessante idea editoriale, meritano di essere lette per la capacità dell'autore di raccontare, in un modo assolutamente attraente e ricco di stimoli all'esercizio della ragion critica, una bella storia di studio e di libertà di pensiero. Il plus, d'altronde, è l'affetto umano che traspare, fra le righe delle pagine, insieme alla capacità di sorridere ironicamente rispetto alla realtà davanti ai nostri occhi. A parere di chi scrive, lo stesso sorridere del Professore.