venerdì 22 luglio 2022

Gaetano Cappelli ovvero come essere capaci di deliziare i lettori con un libello sullo snob

 
di Enrico Flavio Giangreco

Gaetano Cappelli ha recentemente regalato a noi lettori un piccolo trattato, edito da Oligo, dal titolo Lo snob nella società dello snobismo di massa, che rappresenta un'altra tappa di una produzione letteraria sempre raffinata e originale, condita di ironia ed irriverenza, iniziata quasi cinque lustri orsono con il suo romanzo Parenti Lontani. Una sequenza di libri che ci ha accompagnati per una parte importante della nostra vita. Un bel viaggio, che ci ha fatto ridere e commuovere, condito dello stile di un magister elegantiarum, dallo spirito dei suoi scritti al suo modo di vestire.
Il libello in questione, che è stato letteralmente divorato da chi scrive, sviluppa un'analisi delle diverse manifestazioni di una fenomenologia molto antica, quella dello snob e dei suoi comportamenti. E lo snobismo, da noi non gradito se caratteristico di chi ci è di fronte, finisce per essere da noi stessi considerato paradossalmente quasi un vezzo se associato alle nostre persone. Non lo ammetteremo mai, ma forse la realtà è proprio questa. E tale filo rosso connota il racconto, insieme divertito e pungente, che Cappelli propone dell'essere snob, dalle sfumature tragicomiche ed eccentriche dell'aristocrazia britannica descritte dall'impareggiabile umorista William Makepeace Thackeray ai sin troppo selettivi rituali mondani parigini resi noti da Proust, fino agli atteggiamenti e pregiudizi degli snob nostri contemporanei. Questi ultimi, diversi da Milano a Roma, hanno un loro modo di vestire, conversare, andare a tavola o in vacanza e fare opinione. Con la conclusione, nondimeno paradossale, che lo snobismo sia diventato, mediante i social media, uno dei modelli più riconoscibili e seguiti della società di massa. Insomma, Gaetano Cappelli, con questo trattatello, una sua chiccheria di una levità intelligente tipica di un narratore curioso dei costumi degli esseri umani di ogni tempo, conferma di meritare fino in fondo il posto che il sottoscritto gli ha riservato nella sua biblioteca personale, accanto al premio Nobel della Letteratura Mario Vargas Llosa. Fino in fondo. 

Nessun commento:

Posta un commento