lunedì 22 gennaio 2018

La necessità di un’educazione finanziaria per una maggiore consapevolezza dell’essere risparmiatori

di Enrico Flavio Giangreco


Non è, questa, la prima occasione nella quale chi scrive concentra la sua attenzione sulla centralità dei processi di educazione ed alfabetizzazione finanziaria. E, d’altronde, se presso il Ministero dell’economia e delle finanze è stato costituito un comitato, che si occupa della materia, presieduto dalla prof.ssa Annamaria Lusardi, ciò dimostra come non sia più possibile rinviare la necessità di elaborare una strategia nazionale sui temi in questione. Ciò perché da una puntuale educazione finanziaria dipende la possibilità di diventare risparmiatori consapevoli. Sia chiaro, le inefficienze del sistema, che spesso registriamo, non possono “evaporare” da un momento all’altro, ma impongono, a maggior ragione, una mobilitazione diffusa che faccia diventare il risparmio e la finanza una koinè, una sorta di lingua comune, innanzitutto, per le giovani generazioni. Ben vengano, quindi, le numerose iniziative che, nei mesi scorsi, hanno caratterizzato sia la Settimana Mondiale dell’Investitore, sia la Giornata del Risparmio. Entrambi gli appuntamenti hanno proposto una serie di eventi e dibattiti, dedicati agli studenti nelle scuole, così come alcuni incontri destinati al pubblico adulto, presso sedi di istituti bancari, teatri e sale conferenze.                                             
Quello che è emerso, come fattore significativo, è stato l’approccio quanto più divulgativo e meno teorico possibile agli argomenti considerati che, nel caso della  Settimana Mondiale dell’Investitore, si è avvalso anche della gamification, perché non basta acquisire semplici conoscenze, ma è, soprattutto, necessario sviluppare competenze e abilità nella gestione. Un mercato trasparente, d’altronde, può essere costruito non limitandosi al riconoscimento del pur importante ruolo di vigilanza delle Authority a tutela degli investitori, ma creando le condizioni affinché i risparmiatori possano prepararsi, in modo adeguato, alle scelte quotidiane in materia di denaro. C’è da augurarsi, quindi, che, sempre di più, i player comprendano l’importanza del contribuire alla formazione di una coscienza dei consumatori, in grado di andare oltre quell’asimmetria informativa che contraddistingue, quasi strutturalmente, i mercati finanziari. In questo modo, si può immaginare che s’imporrà la richiesta di prodotti e servizi di qualità.

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