giovedì 20 settembre 2012

Adelchi Battista e il suo modo di raccontare la storia

di Enrico Flavio Giangreco

Adelchi Battista racconta la storia in un modo differente. Forse, ciò è dovuto alla particolarità che il suo percorso professionale sia fatto di tanto scrivere per la radio e la televisione e il teatro. Questo frequentare diversi media, sicuramente, l’ha arricchito di una capacità di declinare il suo mettere insieme le parole in modo plastico, mai univoco, in grado di svelare i significati più reconditi. Insomma, Adelchi Battista ha talento e si nota dalla scelta compiuta. L’autore, infatti, non è mica il primo che si cimenti con l’impresa di scrivere un romanzo storico dedicato alla caduta di Mussolini, mentre, sullo sfondo, si agita uno scenario costituito da una stagione complessa e travagliata del Novecento. Battista, però, per il suo esordio letterario, opta per qualcosa di diverso dall'ennesimo romanzo storico sul fascismo: si mette alla ricerca delle cause reali che condussero alla caduta di Benito Mussolini nell'estate del 1943. Un evento della storia, questo, ancora poco noto nella sua complessità, spesso oggetto di uno studio superficiale da parte della storiografia o tramandato, sporcato dalle solite manipolazioni e interpretazioni di parte. L’autore, a tal fine, realizza un certosino lavoro di organizzazione dei testi, grazie all’apporto di documentazione originale dell'epoca, scritture private, cablogrammi e dispacci: tutto ciò, avendo la capacità di inserire le fonti storiografiche utilizzate all’interno della struttura del suo racconto. Ne deriva una fusione, assolutamente efficace, fra le testimonianze storiche e le parti narrate e rielaborate, anche, attraverso l'avvalersi del dialogo diretto tra i protagonisti. Da quanto affermato origina un’opera di straordinario interesse storico, originalissima, in grado di raccontare le sfumature più oscure dei complotti, dei conflitti di interesse, degli egoismi, delle ambizioni di un ceto politico nazionale e internazionale, trovatosi, purtroppo, a gestire un periodo bellico tra i più difficili. Battista, insomma, si rapporta alla storia, facendo parlare i protagonisti e riuscendo, inoltre, ad astenersi da qualsiasi tipo di giudizio, evitando opinioni personali sia dirette sia implicite. Tutto questo significa un modo onesto e intelligente di coinvolgere i lettori, esclusivamente, tramite l'utilizzo delle notizie e dei fatti. E', quello di Battista, un romanzo avvincente, che racconta i 30 giorni che portarono alla destituzione di Mussolini, dopo la riunione del Gran Consiglio del fascismo, il 25 luglio del 1943. La cornice, nella quale si muovono gli attori di questa narrazione, è quella di una guerra, fatta di civili e di soldati, di politici e di gente comune, che muore ogni giorno o che perde gli affetti più cari. La guerra, quindi, appare con tutto il suo peso e la sua sofferenza che manifesta in ogni epoca. Un libro che merita di essere letto, quello di Adelchi Battista.   

Io sono la guerra
Adelchi Battista
Rizzoli

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