lunedì 11 luglio 2011

Curvy. Il lato glamour delle rotondità


di Enrico Flavio Giangreco

Una donna su cinque in Italia supera la taglia 48. Oltre il 38 per cento fatica a entrare nella 44, il che fa un 45 per cento che non scende neanche a piangere sotto la 46. Come se non bastasse si calcola che le modelle siano il 9 per cento più magre e il 16 per cento più alte del normale. La conclusione è che tra la donna reale e quella ideale c’è un abisso. Sono gli stilisti ad amare le magre mentre gli uomini, quelli veri, da che mondo è mondo, preferiscono le donne vere: morbide e con le curve. Ma come si fa a essere tonde ed eleganti allo stesso tempo visto che il mondo della moda sembra essere popolato, soltanto, di avatar anoressiche? Daniela Fedi e Lucia Serlenga, due grandi signore del giornalismo della moda, ma, soprattutto, donne morbide e con l’orgoglio di esserlo, in questo libro prendono in esame il lato glamour delle curve. Ci svelano segreti, astuzie e indirizzi, ci raccontano aneddoti e storie di vita vissuta mantenendo sempre quel pizzico di sana ironia che alleggerisce, non poco, il peso in curva. D’altronde, Daniela e Lucia, lo avevano promesso e l’hanno fatto: Curvy è un vero e proprio  inno alla rotondità femminile. Dopo la copertina di Vogue Italia di giugno, dove modelle formose hanno preso il posto delle ossute mannequinne,  non c’è più dubbio: l’ideale di donna morbida, burrosa e femminile straccia le filiformi rivali. Con il ritorno in auge del Burlesque e l’ascesa della sua regina Dita Von Teese, l’esplosione voluttuosa della “ciccia” non appare più come un problema, ma un’arma di seduzione tutta da rivalutare. La donna magra, scarna, perennemente a dieta e col broncio, potrebbe essere l’ideale di noi maschi? Il libro è una guida corporale e spirituale per piacersi, apprezzarsi e imparare a valorizzarsi. Trucchi, consigli e incoraggiamenti, per vere donne di classe oltre la taglia 44. Cosa non troppo difficile quando si è dotati della condizione essenziale: il rotondo e zuccheroso e perfetto sorriso di chi garba a se stessa.

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